E-COMMERCE B2C – ITALIA VS EUROPA

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Continua in modo lineare la crescita del mercato e-Commerce B2C in Italia. Nel 2019 gli acquisti online degli italiani sono cresciuti (+15% rispetto al 2018) e hanno superato i 31,5 miliardi di euro.
Tuttavia, riflettendo in un’ottica più ampia, l’Italia, rispetto agli altri Paesi Europei, detiene la quota di popolazione che compra online più bassa in assoluto. Non solo, l’Italia si aggiudica l’ultimo posto anche in termini di competitività nel settore dell’e-commerce.
Questo ritardo si può spiegare per due ragioni:
– correlazione diretta tra le competenze digitali di un Paese e la competitività delle aziende, infatti, solo il 10% delle imprese italiane vende online proprio per la scarsa capacità di applicare le tecnologie disponibili per espandere il proprio business;
– e-commerce percepito come complementare al canale fisico, soprattutto nel modello B2C dove, con un tono spesso più informale, l’azienda si rivolge ai consumatori che utilizzeranno il prodotto in prima persona, facendo leva su elementi come il prezzo e usando delle tecniche come l’up selling e il cross selling oppure ricorrendo a strategie atte a coinvolgere i consumatori a livello emotivo, richiamando la loro attenzione verso l’esperienza di consumo e facendo uso di strategie come lo storytelling e la stimolazione sensoriale.
La crescita digitale, quindi, è frutto di un bilancio tra benefici e svantaggi, non solo economici ma anche sociali. La sua correlazione con il progresso sociale (misurato ad esempio con il Social Progress Index) non è automatica e deterministica, ma dipende dal tipo di scelte e di approcci che si intraprendono, dai modelli organizzativi e sociali che si mettono in campo.

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