La rivoluzione etica del capitalismo

Disuguaglianze
7 Marzo 2020

Non solo profitti, ma azioni responsabili verso l’ambiente, le future generazioni e tutti gli stakeholder, i fornitori e i lavoratori: così il capitalismo cambia pelle lasciandoli alle spalle l’era della «dittatura» degli azionisti.
Quattro sono le tendenze globali che ci fanno sperare in un possibile cambiamento.
Gli investimenti sostenibili di alcuni grandi imprese, come il gigante BlackRock, che nel 2019 ha lanciato sei fondi di investimento eticamente orientati, fondi cioè, gestiti secondo criteri ESG (environmental, social, governance), cioè di sostenibilità ambientale, sociale e di conduzione d’impresa.
La seconda tendenza che sta emergendo in modo prepotente è, in qualche modo, legata alla prima e connessa alle dinamiche intergenerazionali. Le giovani generazioni hanno, già oggi, priorità molto differenti rispetto a quelle delle generazioni precedenti. Sarà la mutazione culturale già oggi in atto, attraverso la crescente disponibilità finanziaria, ad alimentare la pressione che spingerà, nel prossimo futuro, il capitalismo, se non verso un vero e proprio “reset”, certamente verso un’evoluzione orientata alla lungimiranza e alla sostenibilità.
Le ultime due spinte al cambiamento hanno a che fare con il ruolo dei consumatori e con quello dei lavoratori, rispettivamente. L’accessibilità a costo zero, che la rete consente, alle informazioni rilevanti, renderà sempre più facile per i consumatori orientare le loro scelte d’acquisto, per premiare quei beni prodotti da aziende responsabili, che rispettano i diritti dei lavoratori, l’ambiente, le comunità nelle quali operano e le leggi degli stati in cui risiedono. La domanda, in questo senso, eserciterà una pressione crescente sulle decisioni dei produttori, sulle loro scelte etiche e sul loro livello di impegno e responsabilità sociale.
C’è poi un ultimo punto, essere responsabili conviene all’impresa, non solo perché in questo modo verrà premiata da consumatori sensibili, ma anche perché riuscirà ad attirare lavoratori più motivati e produttivi.
Uno studio ha dimostrato che offerte di lavoro con la descrizione dell’impresa non-profit hanno ottenuto un tasso di risposta significativamente più elevato delle offerte per la for-profit e che una volta assunti, i lavoratori impegnati per la versione non-profit hanno prodotto un risultato qualitativamente migliore mostrando una maggiore produttività del lavoro.
Davvero qualcosa sta cambiando nel capitalismo globale? È presto per affermarlo con certezza. Certo è che esistono buone ragioni perché questo cambiamento si avvii. Se non per bontà, almeno per convenienza.

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